Edera

  • Famiglia: Araliaceae
  • Genere: Hedera
  • Etimologia: la parola “edera” deriva dal latino “hendere”, arrampicarsi, chiaramente riferito al fatto che è una pianta rampicante.
  • Longevità: fino a 300-400 anni.
  • Habitat: prevalentemente in tutto l’emisfero settentrionale perché teme il caldo e la luce solare troppo intensa.
  • Curiosità: L’edera è una pianta mellifera, il cui fiore è bottinato intensamente dalle api…

 

Come riconoscere l’Edera?

Foglia e corteccia

L’Edera è un arbusto rampicante – o strisciante- che può raggiungere i 30 m d’altezza. È un sempreverde. Usa gli alberi come tutori per arrampicarsi, creando intorno all’ospite una barriera che lo protegge dai raggi solari e dal freddo troppo rigido allungandone la vita. NON è un parassita e non si nutre della linfa degli alberi.

È caratterizzata da rami diversificati: i rami sterili hanno delle radici aeree al contrario dei rami che portano i fiori. le foglie, di un intenso colore verde scuro sono a 3-5 lombi sui rami sterili e intere e romboidali sui rami fertili.

Fiori

Il fiore è piccolo, giallognolo e ricco di polline, per questo motivo è un arbusto che attrae molto le api in modo perché rappresenta una delle ultime fioriture prima dell’inverno. Tuttavia, il miele di edera è molto raro.

 

 

Fruttifrutto dell' edera

Il frutto è una bacca globosa di colore nero-bluastro. Le bacche sono TOSSICHE e possono provocare seri mal di pancia. Per gli uccelli invece, costituiscono un’ottima fonte di cibo.

 

 

 

 

Utilizzi e proprietà dell’Edera

  • Nell’antichità, si usavano le coppe ricavate dal legno di Edera per rivelare il vino cattivo e per evitare gli effetti dell’ubriachezza.
  • Le foglie cadute a terra formano un ottimo humus (da non confondere con l’hummus, nota ricetta libanese a base di ceci).
  • È una pianta anti-inquinamento: assorbe il 90% del benzene e il 10% di tricoloroetilene.
  • Offre riparo a molti uccelli e insetti.
  • È importantissima per le api perché costituisce spesso l’unica fonte di nutrimento prima dell’inverno.
  • Il fogliamo è usato come foraggio per il bestiame, dall’epoca neolitica fino ad oggi.
  • A livello erboristico, contiene saponine, tannino, resine e sali minerali; è espettorante, emmenagoga e antireumatica. Tuttavia, l’uso interno della pianta ha alcuni effetti indesiderati per cui è meglio chiedere consiglio ad un esperto prima di frane uso.
  • A livello cosmetico e per uso esterno, l’infuso aggiunto all’acqua del bagno è astringente e coadiuva cure anticellulite; utilizzato per sciacquare i capelli dopo lo shampoo, li rende più forti, lucidi e scuri.

 

Miti e Curiosità

L’Edera è presente sopratutto nella mitologia del bacino mediterraneo e collega alcune divinità in modo assai curioso. Paesi diversi, stessi messaggi

Antico Egitto

Nell’antico Egitto, l’Edera era consacrata al signore della vegetazione e dell’Oltretomba Osiride. Il suo vero nome in realtà è ancora sconosciuto. Nei papiri, il nome originario del dio che noi chiamiamo con l’appellativo di origine greca “Osiride” è “Wsjr” ma la pronuncia originaria egizia non è conosciuta.

Il dio era lo sposo della dea Iside e era conosciuto per la sua passione per il vino, passione che gli costò la vita visto che il suo fratello Seth approfittò di un momento di ubriachezza del dio per rinchiuderlo in una cassa e in seguito smembrarlo. Fu poi ricomposto dalla sua sposa ma lei non ritrovò mai tutti i “pezzi originali” e Osiride dovette accontentarsi di rinascere nell’Oltretomba dove diventò guardiano di quest’ultima.

 

Dioniso e la corona d'edera

Antica Grecia

In Grecia, insieme alla vigna, l’Edera era sacra al dio Dioniso di cui i sacerdoti ed i seguaci ne portavano una ghirlanda nelle processioni e nelle orge. Dioniso nacque mortale e in una delle numerose versioni del suo mito, fu divorato da bambino dai Titani che tralasciarono il suo cuore. Zeus, padre di Dioniso, raccolse quel che restava di suo figlio e ne fece uno nuovo, questa volta immortale. Dioniso diventò così dio della vegetazione. E qui, possiamo notare le grandi somiglianze tra i miti di Osiride e Dioniso, entrambi uccisi, smembrati e resuscitati.

L’Edera era considerata la parte femminile e lunare della Vite, che invece era maschile e solare. Visto che l’Edera è una pianta legata al principio divino femminile, si possono collegare le sue foglie a cinque lobi agli aspetti della Grande Madre, venerata nell’antichità, che sono proprio cinque: Nascita, Iniziazione, Amore, Riposo, Morte.
Aspetti che possiamo ritrovare nei miti di cui abbiamo parlato prima. Possiamo anche dire che la sua crescita a spirale richiamano in modo assai marcato i temi della morte e della rinascita illustrati dalle mitologiche vicende di Osiride e Dioniso.

La pianta della rinascita

L’Edera, in poche parole, ti aiuta a rinascere dopo un periodo di morte, di smembramento metaforico, come quello che può capitarti di provare durante quella che viene chiamata “Notte oscura dell’Anima(se vuoi capire in cosa consiste, ti rimando all’ottimo articolo di Eshewa su Risorse dell’Anima). Ti ricorda del moto a spirale della vita, della forza silenziosa che c’è in te e che ti spinge ad andare oltre, a non fermarti mai, a non mollare.

È la pianta della seconda possibilità, quella che ti apre le porte ad una nuova vita, una nuova comprensione.

 

L’insegnamento

“L’Edera ha rinunciato alle sue potenzialità di dimensioni e solidità per guadagnare in flessibilità e adattabilità, in modo da poter ricoprire ciò che è morto o brutto, o ciò che ha bisogno di protezione.”

 

Spunto di riflessione

È meglio essere dei giganti solidi come una roccia o essere molto più esili e avere una grande capacità di flettersi ed adattarsi alle più svariate situazioni, magari essendo pure in grado di proteggere chi è molto più grande e grosso di te, proprio grazie a queste tue capacità?

La solidità e l’imponenza sono caratteristiche che danno una certa sicurezza, ma fin troppo spesso queste caratteristiche possono essere uno svantaggio se si escludono l’adattabilità e la flessibilità, perché molto spesso i colpi che riceviamo sono estremamente forti e possono danneggiarci colpo dopo colpo. E chi regge più poi?

Invece, se riesci a imparare dall’Edera il potere della flessibilità, sarai come il serpente che riesce ad evitare l’attacco dell’aquila con morbidezza ed agilità, perché non esiste solo la forza per superare gli ostacoli, la forza è solo la punta dell’iceberg di tutte quelle capacità che possono permetterti di affrontare le prove della vita. Anche la forza serve, è vero, ma potrebbe servirtene molto meno di quello che pensi.

 

Per poter rinascere, non bisogna temere la morte. Condividi il Tweet

 

Spunto di riflessione

Ma la flessibilità è solo un talento secondario di questo meraviglioso arbusto, quello che lo caratterizza più di ogni cosa è la sua capacità di riportare la vita lì dove c’è solo “morte. Se un albero muore e cade, l’Edera ricoprirà il tronco morto e lo trasformerà in un luogo di vita per molti insetti ed uccelli. È in grado di ricoprire sterili muri e trasformarli in qualcosa di vivo. L’Edera non è come tutti gli alberi, è speciale perché cresce ovunque e sopratutto dove gli altri alberi non riescono a crescere. Lei è la seconda vita, la pianta del riscatto, della “vita dopo la vita”.

È umile, non ha molte pretese, ma è molto preziosa per l’intero ecosistema.
Non so perché ha così una cattiva reputazione ma quello che so, è che le dobbiamo molto: sia per la protezione che dà agli alberi più deboli, sia al nutrimento che dà alle api che si preparano alla stagione più difficile.

Forse è il messaggio di coraggio che lei ci ripete che ci spaventa? O forse perché richiama il potere del sacro femminile così carente oggi nella nostra società?

Perché l’Edera è pure molto altruista: al contrario del Nocciolo che uso il potere della rinascita solo per se stesso, l’Edera lo usa per gli altri, quindi invece di credere che sia la causa della morte dei grandi alberi che vediamo passeggiando nei boschi, dovremo essere grati della sua presenza per tutti i doni che lei offre alla natura.

Per poter rinascere, non bisogna temere la morte, ma con l’Edera al tuo fianco, hai l’Alleato giusto per oltrepassare le porte di questo grande Mistero.

 

Messaggio dell’ Edera 

Respira profondamente e mantieni la tua presa saldamente. Resisti.

Non importa quanto ripida possa essere la salita, perché se seguirai i miei insegnamenti, salirai!

 

A volte riuscire ad adattarsi è più importante di essere forte. Riuscire a seguire il flusso degli eventi rimanendo flessibili e fedeli alla propria essenza, può essere la chiave di una vita più armoniosa che ti permetterà di proseguire sulla via della crescita interiore.

Quindi se senti di aver bisogno di trasformare e dare un senso nuovo al tuo percorso, se senti di volerti dare una seconda possibilità, se vuoi rinascere e aiutare chi ti sta intorno, l’Edera può essere l’Alleata giusta per te!

 

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