Faggio

  • Famiglia: Fagaceae.
  • Genere: Fagus.
  • Etimologia:deriva dal greco antico φαγεῖν (“phagein”) e dal latino “fagus”, mangiare.
  • Longevità: fino a 200-300 anni tuttavia alcuni esemplari riescono a raggiungere la riguardevole età di 500 anni.
  • Habitat: Prevalentemente in Europa centrale e bacino mediterraneo ma si trovano individui che si spingono a nord fino alla Svezia.
  • Curiosità: il faggio è un albero poco socievole, crea molta ombra intorno a sé e questa particolarità gli permette di isolarsi da molte specie arboree che preferiscono maggiore luce…

Come riconoscere il Faggio?

Albero e cortecciacorteccia del faggio

Il Pioppo raggiunge i 30 m di altezza, la chioma è folta, slanciata e tendenzialmente conica o arrotondata. La corteccia è piuttosto liscia e di colore grigio-argentato.

 

Foglia del FaggioLa foglia

Di colore verde scura sulla parte superiore e verde chiaro sulla parte inferiore, è di forma ovale, appuntita e con bordi leggermente ondulati. Prima di cadere assumono colori che regalano ai boschi meravigliosi colori, prima oro e poi rame.

 

Fiori e fruttifrutto del Faggio

I fiori maschili sono raggruppati a grappoli di colore giallo-verde, i fiori femminili sono presenti su un grappolino verde, tondo e peloso. Il frutto si chiama “faggiola”, è triangolare e di colore marroncino ed è rinchiusa dentro una cupola divisa in 4 parti. È commestibile ed è molto ricca di olio (20% ca.). Può, se tostata, sostituire il caffè.

 

 

 

Utilizzi e proprietà

  •  Il Faggio consolida, drena, ventila e rinforza il terreno.
  • La sua corteccia era usata anticamente come sopporto per la scrittura (prima della carta).
  • È in grado di creare un buon hummus (da non confondere con humus, la ricetta a base di ceci), leggermente acido.
  • Il suo legno è pesante e resistente ed è molto usato in falegnameria.
  • Anticamente si usavano le ceneri del suo legno per produrre unguenti.
  • Il legno un ottimo combustibile che viene usato spesso per i barbecue.
  • Le sue foglie sono usate come foraggio per il bestiame.
  • Dai suoi frutti si può ricavare un olio commestibile, era anche questo usato come combustibile tempo fa.
  • Le faggiole sono usate a scopo culinario al posto del caffè ma anche cotte come le caldarroste.
  • In ambito erboristico, la corteccia, il legno, le foglie e i semi hanno proprietà astringenti, antisettiche, depurative e disinfettanti. Sono ottimi per impacchi depurativi per la pelle del viso o come astringenti per gli eccessi di sebo. Gli unguenti fatti con le sue ceneri (e l’olio) hanno proprietà antinfiammatorie, balsamiche ed espettoranti.

 

Miti e Curiosità

Purtroppo, per quanto riguarda i miti, sarò molto breve e conciso: il Faggio non è legato a nessun mito conosciuto.

Però le curiosità sul suo conto piovono!

Nel nord Europa per esempio, prima delle pergamene, si scriveva su sottili fogli di corteccia di Faggio, a tal punto che il suo nome germanico si confonde con la parola “libro“: “Buch”In gaelico, il suo nome “fábhile” significa “albero sacro“, in realtà era l’albero sacro del neolitico, prima che lo diventasse la Quercia.  In francese invece è un omofono (stessa pronuncia, scritta diversa) della parola “essere“, ovvero “être“, mentre  “Faggio” si scrive “hêtre“.

Miti sul Faggio

 

L’albero sacro delle religioni matriarcali

Si tratta infatti dell’albero sacro delle nostre origini. Per darti un’idea, lo era molto prima del tempo della glaciazione ma il Faggio era talmente lento a crescere che è stato soppiantato dalla Quercia e dal Frassino.

Nel nord Europa è conosciuto come “, l’albero delle streghe“, ultimo retaggio che lo collega ai culti antichi (e ormai dimenticati) della Grande Madre. La nostra memoria purtroppo non riesce a risalire così tanto indietro nel tempo per ricordare i miti sul suo conto, e con l’avvento delle religioni patriarcali, molto del passato è andato perso.

Nei Paesi Baschi si usa ancora (molto raramente ormai) la sua corteccia a scopo divinatorio in alcune cerimonie come matrimoni e battesimi (feste patrocinate da sempre dalle divinità femminili): il dolce della festa era contornato da un foglio di Faggio: la sposa faceva il dolce mentre sua madre preparava la corteccia. Una coppia di uccelli erano nascosti nel cuore del cono di legno, sotto il dolce e al momento in cui venivano “scoperchiati”, si leggeva il futuro della coppia (o della vita del bambino nel caso del battesimo) in base alla direzione del volo degli uccelli.

I miti del Faggio sono collegati ai primi miti della nostra storia, per questo motivo non ne abbiamo più memoria.

 

L’insegnamento

“Il Faggio è il capostipite della famiglia delle Fagaceae che includono faggi, querce e castagni.”

 

Spunto di riflessione

I primi esemplari risalirebbero al Cretaceo, circa a 90 milioni di anni fa (per darti un metro di misura, l’estinzione del dinosauri risale a circa 65-66 milioni di anni fa). Si tratta quindi di una famiglia molto longeva e tenace che ha visto scendere l’essere umano dagli alberi, per dire. Anzi, è uno degli alberi che l’essere umano conosce da sempre perché era presente in ogni continente (a parte Africa tropicale e  australe) e per le sue caratteristiche, è sempre stato tenuto in grande considerazione dall’uomo.

Era fonte di elementi curativi, di ombra, di cibo; quando, nel neolitico, l’essere umano è diventato più sedentario e si è riposato sull’agricoltura e l’allevamento di animali, le sue foglie erano fonte di foraggio per il bestiame quindi è stato un’albero importante, che ha affiancato l’evoluzione della nostra specie da sempre.

Non credo ci stupirebbe scoprire che sia diventato nel tempo, proprio per questo essere sempre presente in caso di bisogno, un albero onorato e rispettato come simbolo della Grande Madre che nutre, protegge e cura i suoi figli.

Le storie che parlano del Faggio sono troppo antiche per ricordarle, erano per lo più antecedenti alla scrittura stessa, e anche se è proprio il Faggio che ha sopportato la nostra evoluzione in tutte le sue fasi, quando è giunta la scrittura, ormai il suo culto era stato soppiantato dal suo successore: la Quercia.

 

“Il compito più duro di una madre è guardare i propri figli cadere e farsi male per dare loro la possibilità di rialzarsi da soli e credere nella forza delle proprie gambe.”

 

Spunto di riflessione

Il Faggio è l’albero che ti accompagna, che ti sostiene, che rimane al tuo fianco in ogni circostanza. Ti dà tutto quello che ti serve: nutrimento e protezione. Questo albero colma i tuoi bisogni e accompagna il tuo cammino senza interferire. Ti guarda camminare con le tue gambe e, saggiamente, non ti evita la caduta perché significherebbe evitarti anche la lezione. Il Faggio è una come una buona madre,anzi! È una Grande Madre che guarda i suoi figli crescere e allontanarsi da lei, senza giudizio alcuno e sempre pronta ad accoglierli di nuovo.  È un po’ la nonna dell’umanità.

Il Faggio è quel porto sicuro al quale potrai tornare sempre, sicuro/a di trovarci la sensazione del “primo abbraccio”, quello della nonna saggia e buona che ti racconterà quelle storie che nessuno conosce perché nessuno se le ricorda.

 

Messaggio del Faggio 

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Come avrai capito, è un’Alleato davvero prezioso che scommette sull’umanità: è generoso e protettivo, non ti farà mancare nulla. L’unica cosa forse che ti chiederà il Faggio, a parte trattare bene la Terra sotto ai tuoi piedi, è di continuare ad avanzare, imparare e scoprire, di proseguire sulla tua strada e di non lasciarti andare allo sconforto di fronte alle difficoltà; perché se hai bisogno di un abbraccio, il Faggio sarà sempre lì ad aspettare te.

 

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